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Mercoledì 16 dicembre u.s. è stato pubblicato su un quotidiano nazionale un articolo a proposito dell’inquinamento da cromo esavalente che ha ingenerato preoccupazione in alcuni cittadini, i quali si sono rivolti all’Ufficio Ambiente per avere delucidazioni. Delucidazioni che riteniamo di dover estendere a tutti attraverso il presente comunicato.
Nell’articolo si afferma che l’Amministrazione comunale, per contrastare l’inquinamento da cromo esavalente causato nel 2001 dalla Castelcrom di Ciserano. non ha mai voluto collegare la città all’acquedotto provinciale seguendo il principio di massima precauzione.
Questo non corrisponde al vero: siamo già collegati all’acquedotto provinciale. Un primo collegamento è stato effettuato nel 2006, un secondo collegamento è stato fatto nel 2008. Più di un anno fa, Cogeide e Abm next (la società che gestisce l’Acquedotto provinciale) sono stati contattati e messi a confronto per verificare la possibilità di immettere più acqua nella rete di Treviglio. Ne è scaturita la possibilità di incrementare i prelievi, ma non di molto perché occorre tener conto dei limiti oggettivi della rete di distribuzione e del fatto che ci sono anche altri Comuni a valle di Treviglio da servire.
In compenso, nel 2009 è stato attivato il collegamento con il pozzo di Vidalengo, recentemente ristrutturato e caratterizzato da una buona capacità idrica e da una buona qualità dell’acqua. A tutt’oggi, quindi, circa un quarto dell’acqua distribuita dall’acquedotto cittadino non deriva da pozzi trevigliesi. Nel frattempo abbiamo seguito con attenzione l’iter per l’approvazione degli interventi di ristrutturazione dei nostri pozzi: l’11 gennaio prossimo cominceranno i lavori per sigillare i pozzi ormai dismessi in modo da proteggere la falda. A febbraio iniziano i lavori di approfondimento del pozzo di via Terni (il più problematico) per pescare acqua da falde più profonde e presumibilmente migliori. A seguire, sarà la volta degli altri pozzi cittadini.
Siamo l’unico Comune che ha stipulato una apposita convenzione con l’Agenzia Regionale per l’Ambiente (ARPA), incrementando i controlli sugli scarichi nelle rogge e in fognatura, sulle emissioni in atmosfera e sui terreni agricoli utilizzati per lo spandimento dei reflui zootecnici e dei fanghi derivanti dagli impianti di depurazione. Stiamo tutt’ora premendo per far sì che l’ARPA, diversamente da quanto comunicatoci nei mesi scorsi, ci rinnovi la convenzione anche per il 2010. Siamo in procinto di adottare un regolamento per lo spandimento dei reflui zootecnici, in modo da favorire un migliore controllo.
Rispetto all’ultima contaminazione da cromo esavalente rilevata nell’area Ciserano–Zingonia–Arcene, l’ARPA ha individuato tre zone da sottoporre a controllo e ad interventi per la messa in sicurezza: 2 in territorio di Ciserano, 1 a nord di Castel Rozzone, nel nostro territorio. Per anticipare il più possibile gli interventi il Comune di Treviglio ha dato la propria disponibilità a farsi carico dei lavori, chiedendo all’Arpa di fornire tutti i dettagli tecnici per l’esecuzione.
Queste sono le azioni messe in atto per rendere concreto il principio di massima precauzione e per affrontare il problema cromo, pur in presenza di una normativa italiana ed europea che fissa la percentuale di cromo totale (esavalente + trivalente) a 50 microgrammi/litro. Oltretutto, la contaminazione più alta rilevata con gli ultimi controlli è di 9 microgrammi/litro.
Ecco perché non corrisponde al vero l’affermazione (“Treviglio non interviene”) che ha comprensibilmente sconcertato alcuni concittadini.
L’Amministrazione comunale di Treviglio
Treviglio, 22 dicembre 2009
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